di Mario Dusi - Con ordinanza numero 19605/2025 del 16.07.2025, la Corte di Cassazione ha riconosciuto che gli interessi moratori previsti in caso di ritardo nel pagamento – così come regolamentati dal decreto legislativo 231/2002 (e successive emende) – sono dovuti anche a favore dei liberi professionisti, per onorari, compensi e corrispettivi, prescindendo tale disciplina dalla natura pubblica o privata dei soggetti coinvolti. La Suprema Corte ha fatto chiarezza in favore dei professionisti, indicando altresì che per la messa in mora è necessario comunque sollecitare l'adempimento in via stragiudiziale, con missiva PEC o raccomandata in cui esplicitare tale pretesa, anche per far decorrere tali interessi. L’avvocatura si può quindi avvantaggiare delle normative create a favore delle aziende: ed infatti l’avvocato moderno, tra attività di promotion, marketing, contrattualistica con il cliente, esecuzione dell’attività, impegno all’incasso del cliente, privacy, antiriciclaggio, archivio etc. etc., altro non è che un’azienda su due piedi!
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